Blue Flower

 È sempre la solita storia. Non manca mai l'occasione.

Ogni volta che ci riuniamo, sia per una cena che per un'escursione, prima o poi arriva sempre quel momento in cui qualcuno ci ricorda quella famosa avventura.

Di chi sto parlando? Naturalmente di PeVeccio.

Lui, puntualmente, ci racconta la sua incredibile impresa, ormai diventata una vera leggenda di ApuaneApe. Lo fa con una convinzione tale che, ormai, siamo arrivati al limite della sopportazione.

Tanto che, appena riconosciamo l'inizio del racconto, parte immediatamente la reazione del gruppo: cerchiamo di fermarlo in ogni modo, arrivando perfino a tirargli addosso tutto quello che capita sul tavolo pur di farlo smettere.

Per chi ancora non conosce la storia, ecco la versione raccontata dallo stesso protagonista.

PeVeccio sostiene che, in otto persone, a bordo della sua mitica Austin Mini Metro rossa, acquistata di seconda mano da un turista belga non proprio sobrio, sia riuscito ad arrivare fino a Fociomboli senza mai fermarsi.

Fin qui potrebbe sembrare già un'impresa.

Ma il bello deve ancora arrivare.

Secondo il suo racconto, la strada era completamente devastata dalla forza dell'acqua dopo un furibondo temporale che si era abbattuto sulla zona.

Il percorso era un susseguirsi di voragini enormi, tratti franati, pietre, fango e ostacoli di ogni genere.

In alcuni punti, a suo dire, sembrava più una parete di montagna che una strada percorribile.

Eppure lui, con una destrezza alla guida fuori dal comune, sarebbe riuscito a superare ogni difficoltà senza mai fermarsi, affrontando passaggi impossibili con una sicurezza degna del miglior pilota fuoristrada.

Naturalmente raccontando il tutto con una modestia... diciamo non proprio esagerata.

 

Minimetro nuova

 

Qui riporto una foto della MiniMetro di PeVeccio poco dopo l’acquisto.

 

 

 

 

A questo punto la domanda sorge spontanea:

Come potevamo credergli?

Come era possibile pensare che una macchina del genere potesse arrivare fino a Fociomboli percorrendo una strada in quelle condizioni?

Stiamo parlando di un mezzo che sembrava più un incrocio tra una Smart e un risciò che un'auto da spedizione.

E noi, durante le cene, abbiamo fatto bene a prenderlo in giro?

Gli abbiamo fatto bene a tirargli l'insalata?

Abbiamo fatto bene a dubitare della sua storia?

Nooooooo!

Abbiamo sbagliato tutto!

Dovevamo credergli!

Perché la storia era vera.

Sono profondamente mortificato per tutti gli insulti che gli abbiamo rivolto e per gli sputi (rigorosamente scherzosi) con cui lo abbiamo colpito durante i suoi racconti.

A nome di tutto il gruppo chiediamo umilmente scusa.

La prova definitiva è arrivata casualmente grazie a un vecchio articolo trovato su un quotidiano locale dell'epoca, nel quale veniva raccontata questa straordinaria impresa di coraggio e abilità alla guida.

Riportiamo qui sotto il titolo dell'articolo.

 

 

Articolo minimetro

 

E allora dobbiamo ammetterlo.

Altro che SUV e Hummer.

Questi mezzi moderni, davanti alla Mini Metro di PeVeccio, fanno una figura davvero modesta.

Una macchina capace di superare asperità del terreno considerate invalicabili, affrontare pareti scoscese con pendenze da brivido e sfidare perfino le leggi della gravità non viene più costruita.

Un vero peccato.

Ma la leggenda continua.

Se volete ammirare ancora oggi questo straordinario mezzo, basta andare a Fociomboli.

Pare infatti che la Mini Metro sia ancora lì, incastrata tra gli alberi.

Secondo l'articolo dell'epoca, non fu possibile riportarla indietro perché, dopo quella memorabile impresa, il mezzo si sarebbe praticamente rifiutato di proseguire.

Alcuni sostengono addirittura che sia diventata autonoma e abbia deciso spontaneamente di stabilirsi lì per sempre, come monumento alla propria impresa.

 

 

Minimetro rotta

 

Questa è la triste immagine della povera Mini Metro abbandonata a Fociomboli dopo aver compiuto una delle più grandi imprese automobilistiche mai viste sulle montagne apuane.

E ancora oggi, quando passiamo da quelle parti, qualcuno giura di sentire un piccolo motore rosso che dice: "Io ce l'ho fatta."