Blue Flower

Spallone sent

Fino al giorno prima dell’escursione, i partecipanti previsti erano soltanto due: PePresidente e PeCustode. Gli altri componenti del gruppo, chi per sopraggiunti limiti di età, chi per malanni vari e chi, più semplicemente, perché la moglie gli aveva tassativamente vietato di avventurarsi per le Apuane, avevano declinato l’invito. Tutti, naturalmente, ben consapevoli che si sarebbero persi un’escursione di quelle che meritano di essere raccontate.

Ma, proprio quando ormai ci eravamo rassegnati a una spedizione in formato ridotto, ecco arrivare una gradita sorpresa: un nuovo partecipante si aggrega alla compagnia. È un ospite che accogliamo volentieri e che, per l’occasione, battezziamo PeDoc. Benvenuto nella banda!

La meta è ambiziosa: raggiungere il Monte Sagro passando da Foce Faggiola e percorrendo la cresta del Monte Spallone, un itinerario che nessuno di noi aveva mai affrontato. E, come spesso accade quando si va a esplorare un percorso nuovo, tra curiosità, aspettative e qualche ragionevole dubbio, non mancano le premesse per una bella giornata.

20261010 121030 1

Partiamo dalla località Vergheto sono le 08:50. È il 3 ottobre, ma il caldo sembra non essersene accorto: altro che clima autunnale, la giornata promette temperature decisamente estive!

Imbocchiamo il sentiero 172, che inizialmente si snoda piacevolmente nel bosco, regalandoci un po’ di ombra e permettendoci di scaldare le gambe senza consumare subito tutte le energie.

 

20261003 094131

Alle 09:35 raggiungiamo Foce di Luccica. Ci concediamo una breve sosta per bere un sorso d’acqua e ammirare il Picco di Navola, che si presenta proprio davanti a noi in tutta la sua imponenza.

 

20261003 093711

Da qui cominciamo anche a studiare il percorso che ci aspetta: la cresta da percorrere è ben visibile e possiamo finalmente farci un’idea di quello che ci attende. Per ora la guardiamo da lontano, con il vantaggio che, a questa distanza, sembra sempre tutto più semplice!

20261003 093809

Passiamo sotto la cava della Verzulina e proseguiamo verso la cava dei Vallini Borbone. 

20261003 09590820261003 100256

 

 

 

 

 

 

Man mano che ci avviciniamo al punto in cui il sentiero scollina, il percorso diventa più ripido, ma anche più interessante. Insomma, si comincia a fare sul serio!

20261003 101028

Una volta scollinati, entriamo nella valle di Colonnata. Qui, purtroppo, non possiamo fare a meno di osservare la devastazione prodotta dall’attività estrattiva: le montagne mostrano ferite sempre più profonde e trasformazioni che hanno ormai raggiunto dimensioni impressionanti. Uno spettacolo che lascia inevitabilmente qualche amarezza, anche in una giornata dedicata al piacere di camminare.

20261003 101232

Riprendiamo il cammino lungo il sentiero che costeggia la spalla della montagna. In alcuni punti è necessario prestare attenzione, perché il tracciato si affaccia su passaggi un po’ esposti. Tuttavia, la possibilità di appoggiarsi alla roccia e la presenza di cavetti d’acciaio consentono di affrontare i passaggi con maggiore sicurezza.

Poco dopo raggiungiamo le caratteristiche scalette che ci conducono alla cava dei Vallini.

20261003 10181520261003 102137

 

 

 

 

 

 

Qui decidiamo di fermarci per una pausa e mettere qualcosa sotto i denti. Il panorama è notevole, ma conviene concentrarsi soprattutto su quello che si trova all’orizzonte: guardare troppo in basso non è proprio interessante.

20261003 102936

Dopo la sosta ripartiamo in direzione della successiva cava, quella di Canala. Lungo il percorso passiamo nei pressi del vecchio sentiero 172, sulla sinistra, che un tempo conduceva a Foce Giacchetto passando dal Poggio Rosso.

Questa volta, però, la nostra strada attraversa proprio la cava di Canala.

.

20261003 10431920261003 104322

 

 

 

 

 

 

 

Il percorso inizia con una salita a scaloni realizzati dai cavatori, prosegue su un tratto di ravaneto e raggiunge infine una zona protetta da una rete metallica, che ci permette di attraversare la testa della cava.

Da qui la musica cambia decisamente: la pendenza aumenta in maniera considerevole e la salita diventa particolarmente faticosa. È uno di quei tratti in cui il fiato si accorcia, le gambe iniziano a mandare messaggi poco incoraggianti e ognuno cerca di convincersi che, prima o poi, la salita dovrà necessariamente finire.

20261003 105823

Sono le ore 12:00, finalmente raggiungiamo Foce Faggiola. Ci concediamo una breve pausa e facciamo il punto della situazione.

Il nostro ospite PeDoc, con una valutazione che si rivelerà decisamente saggia, ci comunica che preferisce rinunciare alla salita dello Spallone. Nell’ultimo tratto ha infatti avvertito i primi sintomi di crampi e, considerata la vicinanza di Foce di Pianza, decide di concludere la sua escursione dirigendosi verso il rifugio di Campo Cecina.

Nessuna obiezione: in montagna bisogna saper ascoltare il proprio corpo e riconoscere quando è il momento di fermarsi. La montagna sarà sempre lì ad aspettarci

 Lo aspettiamo per la prossima.

20261003 115307

Noi riprendiamo il cammino lungo la cresta e, in una ventina di minuti, raggiungiamo Poggio della Signora.

20261003 121552

Davanti si vede il Monte Spallone.

20261003 121948

Alle 12:35 siamo in vetta allo Spallone. Scendiamo di pochi metri e percorriamo il primo tratto della cresta in condizioni che ci consentono di procedere tranquillamente.

La parte più spettacolare dell’itinerario sta per cominciare e, soprattutto, sta per arrivare il momento in cui PeCustode sarà chiamato a fare i conti con tutte le storie che aveva sentito raccontare su questa cresta.

20261003 124100

Davanti a noi si apre finalmente la cresta vera e propria, quella che per tanto tempo avevamo guardato con una certa diffidenza e che, proprio a causa delle voci sulla sua presunta pericolosità, non avevamo mai preso seriamente in considerazione.

È qui che il nostro PeCustode, alla vista del percorso, si lascia andare a un’esclamazione rigorosamente dialettale, qualcosa del tipo: «Mo aissian!».

Evidentemente, nel corso degli anni, le voci sulla pericolosità della cresta si erano accumulate nella sua testa fino a trasformarsi in una specie di leggenda nera delle Apuane. Una leggenda che, però, comincia a dissolversi dopo i primi passi.

La cresta si rivela infatti un percorso di grande bellezza, da affrontare con la dovuta attenzione ma senza particolari problemi.

Scendiamo per circa trenta metri, poi risaliamo lungo la cresta fino al picco che precede il Monte Sagro. Da lì ridiscendiamo e risaliamo ancora, attraversando il tratto di palero che ci separa dalla vetta.

20261003 124410

Alle 13:15 siamo sulla vetta, la vista è meravigliosa . Facciamo la pausa pranzo.

20261003 131810

Il panorama è spettacolare. Tra le cime che si distinguono all’orizzonte, il Pizzo d’Uccello spicca sugli altri monti, imponendosi con la sua sagoma inconfondibile.

Spallone Video  Clicca per vedere il video

Ci fermiamo a osservare il paesaggio e a ripercorrere con lo sguardo il cammino appena compiuto. Da lassù, la cresta dello Spallone appare ancora più affascinante e, soprattutto, ci rende consapevoli della bellezza dell’itinerario appena concluso.

20261003 135133

Dopo la pausa pranzo, alle 13:50 iniziamo il ritorno.

Alle 14:20 siamo nuovamente a Foce Faggiola. Da qui ci aspetta una lunga discesa che, almeno sulla carta, dovrebbe essere la parte più rilassante dell’escursione.

Sulla carta, appunto!

Perché, dopo tutte le energie spese per raggiungere la vetta, anche la discesa presenta le sue difficoltà. Le gambe cominciano a ricordarci che non siamo più giovanissimi e ogni passo richiede un po’ di attenzione in più. Le ginocchia, poi, sembrano avere opinioni decisamente diverse dalle nostre sulla bellezza dell’escursione.

20261003 14153420261003 155018

 

 

 

 

 

 

 

 Alle 16:40 siamo nuovamente a Vergheto.

 

20261003 163810

Alle 17:00 siamo di nuovo alla macchina.

È stata un’escursione faticosa, impegnativa e decisamente entusiasmante.

La salita attraverso le cave ha richiesto un notevole dispendio di energie, ma la vera sorpresa della giornata è stata la cresta dello Spallone, un itinerario che non avevamo mai percorso e che ci ha regalato emozioni e panorami indimenticabili.

20261003 164049

E agli assenti, quelli che per età, malanni o veto coniugale hanno rinunciato all’avventura, possiamo soltanto dire una cosa: vi siete persi una gran bella giornata!

 

Dati: 

Traccia

Lunghezza percorso:  9,5 Km   (Clicca per vedere l'immagine )

 

Dislivello :   m 1100 circa  (Clicca per vedere l'immagine )Altimetria

    

OrologioTempo totale cammino:  7:15 ore  circa

GPX

Traccia gpx   (Clicca per scaricare la traccia )

 

Distanze:

Vergheto - Foce di Luccica                                                       45 m

Foce di Luccica   - Foce della Faggiola                                  2:35 h

Foce della Faggiola - Monte Spallone                                      35 m

Monte Spallone - Monte Sagro                                                40 m

Monte Sagro - Foce della Faggiola                                         30 m

Foce della Faggiola - Arrivo                                                   2:40 h