Bella giornata, fresca e soleggiata, sono i primi di settembre, inizia il periodo più bello per andare in montagna. Stamani siamo in tre e decidiamo di percorrere l’anello che parte da Arni e va sul monte Fiocca passando per la cresta nord.
Sono le 07:40, iniziamo il sentiero n. 155 che passa dal rifugio Puliti, interamente nel bosco ed è abbastanza ripido.
Sono le 9:20 e arriviamo al bivio con il sentiero n. 150 che arriva dal Passo del Vestito, qui iniziamo ad assaporare le belle sensazioni che solo la montagna riesce a dare.
Davanti a noi la suggestiva cresta dell’Asino, divertente percorrerla ma sempre con molta attenzione.
Si utilizza molto le mani, la roccia ben salda ed asciutta ci permette di attraversare agevolmente la cresta.
Questa è l’essenza delle Apuane.
Terminato il tratto di cresta adesso il sentiero si fa molto più agevole infatti taglia in quota tutto il monte Macina fino ad arrivare a Passo Sella a m. 1500, sono le 11:00. Facciamo una piccola pausa vicino alla Maestà ai piedi del Monte Sella e scrutiamo la prima cresta che percorreremo.
La cresta inizia nel punto dove il sentiero n.144 scende per aggirare il monte Fiocca.
Iniziamo a salire la prima cresta, il percorso è agevole in quanto si cammina sulla roccia e anche se particolarmente esposto verso est risulta sicuro per la sua larghezza.
Le successive altre due sono simili, in alcuni tratti , quando si scende c’è da usare un poco le mani ma niente di particolarmente pericoloso.
C’è solo un punto dove bisogna prestare un po’ di attenzione una piccola selletta di due metri esposta sia a destra che a sinistra e successivamente un piccolo tratto dove per salire è necessario usare le mani.
Passato questo punto la cresta si fa dolce e arriviamo alla cima del Fiocca, sono le 13:10.
Facciamo la pausa pranzo deliziandoci anche con caffè, ammazzacaffè e per finire un goccetto di mirto. Ovviamente la siesta rigenerativa con lo sguardo al bellissimo Monte Sumbra non è da poco.
Sono le 14:30 si parte per passo Fiocca qui un incontro particolare un gruppo di capre selvatiche che si fanno avvicinare, notiamo che purtroppo il caprone ha una gamba spezzata, mi fa pena, tanto da pensare una cosa assurda e cioè di poterlo in qualche modo aiutare, di parere simile anche gli altri, ma essi sostenevano che si sarebbe dovuto sopprimerlo per alleviare la sua triste esistenza per poi squartarlo per mangiarlo con le patate.
.......... Certe volte penso che mi dovrei trovare altre compagnie per uscire in montagna.
Lasciamo le capre al loro destino e ci inoltriamo nel bosco del Fato Nero.
Alle 17:30 siamo ad Arni alla macchina.
Escursione veramente speciale per le tante sensazioni provate, certamente da rifare.
Imp: Tengo a precisare che i tempi, le distanze e le difficoltà esposte sono derivate da valutazioni puramente personali e non devono essere prese ne considerate come valide indicazioni.
Traccia Statistica Sentiero


































