
Splendida giornata per questa prima escursione dell’anno.
Come spesso accade nelle gite invernali, scegliamo itinerari di mezza giornata: si parte presto al mattino per riuscire a concludere il giro intorno all’ora di pranzo, sfruttando al meglio le poche ore di luce e godendosi il sole delle Apuane.
Questo anello lo avevamo già percorso qualche anno fa, ma certi itinerari meritano sempre di essere ripetuti.
Sono le 08:10 quando partiamo dal paese di Resceto. Imbocchiamo la storica strada Vandelli e, poco prima di arrivare alla Casa di Fondo, prendiamo sulla sinistra la deviazione per il sentiero 170.


Dopo poco ci fermiamo ad osservare una vecchia via di cava che parte poco sopra il paese.
Negli anni Ottanta esisteva un progetto che prevedeva il prolungamento della strada fino alla cava della Mandriola e successivamente verso la cava del Padulello. La nascita del Parco delle Apuane fermò definitivamente quell’idea, proprio come accadde per la strada di cava del Vergheto che avrebbe dovuto raggiungere le Bore del Sagro.
Per fortuna, viene da dire oggi, osservando questi luoghi ancora così selvaggi e spettacolari.

Il sentiero si fa subito ripido e, senza troppe illusioni, capiamo immediatamente che la pendenza ci accompagnerà praticamente fino al passo.
Ci aspettavamo di trovare il percorso completamente invaso dalla vegetazione, invece, a parte qualche tratto più chiuso, si cammina piuttosto bene.
Lungo la salita incontriamo una piccola cava dove notiamo un vecchio carrello in posizione decisamente instabile e potenzialmente pericolosa. Ovviamente non resistiamo alla tentazione di trasformarci in manutentori improvvisati e lo sistemiamo in una posizione più sicura.


Continuiamo a salire e finalmente entriamo nel bosco.
Nel frattempo il sole ha iniziato a scaldare con decisione e, nonostante sia gennaio, il caldo si fa sentire. Inizia così il classico rito dell’escursionista invernale: togli giacca, apri zip, leva il cappello, rimetti il cappello, richiudi la zip…

Alle 10:00 raggiungiamo il Passo Vettolina, quota 1019 metri.
Il panorama da qui è davvero notevole e ci regala subito quella sensazione di libertà che solo le Apuane sanno dare.



Adesso evitiamo di fare il sentiero 36 che gira sulla parte destra il monte Mandriola, evitiamo la cresta e seguiamo un percorso che passa sulla sinistra del monte.
Il tratto che conduce alla cava della Mandriola è piuttosto movimentato: si scende fino alla base del monte, poi si risale, si riscende ancora e infine si torna a salire verso la cava.
Insomma, il classico itinerario apuano dove il dislivello sembra non finire mai.
In alcuni punti il sentiero è leggermente esposto, ma la presenza dei cavi in acciaio rende il percorso sicuro e piacevole.


Raggiungiamo il primo scollinamento e, come previsto, il sentiero torna nuovamente a perdere quota prima di risalire fino a incontrare la vecchia via di lizza della cava della Mandriola.


Quando arriviamo sulla lizza restiamo ancora una volta colpiti dal suo stato di conservazione: è ancora perfettamente integra ed è davvero un piacere percorrerla immaginando il duro lavoro che un tempo veniva svolto su questi versanti.

Alle 10:30 arriviamo alla cava della Mandriola.
Dal Passo Vettolina abbiamo impiegato circa mezz’ora e decidiamo subito che quello è il posto perfetto per fare colazione: al sole, riparato dal vento e con un panorama magnifico davanti agli occhi.


La pausa, come spesso succede nelle nostre escursioni, diventa “leggermente” più lunga del previsto: quasi un’ora.
Ma con quel sole piacevole, il panorama e il silenzio delle montagne si stava davvero troppo bene.
Naturalmente non manca il classico caffè corretto e il relativo ammazzacaffè, elementi ormai fondamentali della preparazione atletica del gruppo.
Alle 11:30 ripartiamo in direzione della vetta del Monte Castagnolo, ormai poco distante davanti a noi.

Raggiungiamo il Castagnolo a mezzogiorno preciso.
Come sempre accade dopo le pause “tecniche”, ripartire richiede uno sforzo notevole. Personalmente continuo a pensare che non siano le bottiglie di vino bianco a rallentarci… probabilmente è il caffè che ci provoca questa improvvisa stanchezza.


Dalla cima si apre davanti a noi uno dei panorami più belli delle Apuane massesi.
Una vista ampia, pulita e spettacolare che ripaga completamente della salita.

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Possiamo vedere integralmente tutta la catena delle Alpi Apuane Massesi.
Iniziamo quindi la discesa lungo il sentiero 161.
Il passo è buono, anche se ogni tanto siamo costretti a fermarci per permettere ai nostri due neo pensionati di recuperare le energie. Purtroppo bisogna accettare la realtà: anche in montagna l’età inizia a presentare il conto.

lle 13:10 siamo nuovamente a Resceto.
Probabilmente saremmo arrivati anche prima… se Pensionato1 e Pensionato2 non si fossero messi a ritoccare tutti i numeri dei sentieri incontrati lungo il percorso, trasformando l’escursione in un intervento straordinario di manutenzione del CAI.

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Dati
Data 12 Gennaio 2025
Lunghezza percorso: Km 5,68
Dislivello : 636 m circa
tempo totale cammino: 5 ore
Distanze:
Resceto - Passo della Vettolina 1 :50 h
Passo della Vettolina - Cava della Mandriola 30 m
Cava della Mandriola - Monte Castagnolo 30 m
Monte Castagnolo - Resceto 1:10 h

