Blue Flower

Non esiste società seria che non abbia una sede degna di questo nome, e ApuaneaPe non fa eccezione.

La nostra sede ci è stata donata, secondo la tradizione tramandata oralmente e supportata da un ormai introvabile testamento olografo, dal compianto Sig. Ermenegildo, giovane promessa del 1919 e socio onorario di ApuaneaPe. Uomo di straordinaria integrità fisica e intellettuale, rappresenta ancora oggi un modello a cui tutti noi aspiriamo, pur sapendo che le probabilità di riuscirci sono piuttosto scarse.

Costruita negli anni Ottanta utilizzando pregiato legno di larice trentino, la sede è diventata negli anni il nostro punto di riferimento. La sua forma perfettamente quadrata rappresenta probabilmente l'unica cosa regolare e ordinata dell'intera società.

 

 

Sede

 

La sede sorge all'interno della proprietà agricola di PeCustode, dove ApuaneaPe gode, sempre per espressa volontà del compianto Ermenegildo, di un antico e prestigioso contratto di enfiteusi, istituto giuridico che nessuno di noi ha mai realmente compreso ma che continuiamo a citare con grande convinzione durante ogni discussione.

È qui che si svolgono le nostre riunioni ufficiali e dove, spesso sotto l'influenza di adeguate quantità di vino, vengono prese le decisioni più importanti per il futuro del gruppo.

È qui che organizziamo memorabili cene sociali e degustiamo pietanze di altissimo livello gastronomico.

È qui che celebriamo compleanni, ricorrenze e successi escursionistici con la compostezza che da sempre ci contraddistingue.

È qui che, almeno per qualche ora, torniamo bambini.

Ed è proprio da qui che un'arpia senza cuore vorrebbe sfrattarci.

Sì, avete capito bene. C'è qualcuno che sogna di vedere la gloriosa ApuaneaPe privata della sua storica dimora. Non contenta, questa figura oscura è riuscita persino a far sparire il famoso testamento del Sig. Ermenegildo e, giorno dopo giorno, sembra voler esercitare un controllo sempre maggiore sulla sede.

Pensate che ha addirittura avanzato l'ipotesi di rimuovere dalla parete la storica foto del gruppo fondatore. Un gesto che sfiora il sacrilegio.

Naturalmente noi non siamo rimasti a guardare. Stiamo opponendo una resistenza strenua, impiegando ogni mezzo lecito e, in alcuni casi, quasi illecito. Tra le strategie elaborate durante le riunioni straordinarie è stata presa seriamente in considerazione l'idea di incatenare PeVecchio alla sede come presidio permanente.

Il progetto, tuttavia, ha incontrato un ostacolo insormontabile: non siamo riusciti a trovare un accordo su chi avrebbe dovuto provvedere quotidianamente al suo sostentamento. La proposta resta comunque sul tavolo e potrebbe essere rivalutata in caso di emergenza.

Per il momento resistiamo.

Le riunioni devono essere autorizzate dall'arpia, che stabilisce gli orari di ingresso e di uscita e pretende persino il pagamento dell'energia elettrica consumata.

Ma noi resistiamo.

Sì, resistiamo.

E se un giorno la situazione dovesse diventare davvero insostenibile, conserviamo ancora un'ultima carta da giocare, una soluzione estrema che potrebbe cambiare le sorti della vicenda:

convincere PeCustode a divorziare.

Nel frattempo la sede resta aperta a tutti gli amici di ApuaneaPe.

L'invito è semplice: portate qualcosa da mangiare, qualcosa da bere e tanta voglia di stare in compagnia.

Noi siamo qui.