
A questa escursione sul Monte Maggiore oggi siamo soltanto in due: PePresidente e PeSambuca. Per l’occasione ci siamo uniti al CAI, che aveva in programma questa uscita.
PeSambuca, per affrontare al meglio la giornata, si è comprato un casco nuovo. Prima dell’acquisto ha consultato grandi esperti di accessori da trekking per essere sicuro di scegliere il modello giusto. Lo vedo però un po’ ansioso: mi ha confessato di avere paura di graffiarlo.
Partiamo dalla località Pianelle, a quota 770 metri, sopra l’abitato di Forno. Sono le 8:30 del mattino. Imbocchiamo il sentiero CAI 38, passiamo dalle case del Vergheto e, dopo circa mezz’ora di cammino, raggiungiamo Foce di Luccica, a quota 1033 metri.
Sulla nostra sinistra si mostra in tutta la sua bellezza la lizza del Padre Nostro, che costeggia la cresta di Cima d’Uomo, mentre sotto di noi si trovano le sorgenti del Carrione.


Il sentiero attraversa una vecchia via di lizza che conduce a un’antica cava. Noi teniamo la sinistra e proseguiamo in quota fino a raggiungere un tratto più impegnativo: la salita avviene lungo una parete attrezzata con scalini creati nella roccia e protetta, su entrambi i lati, da catene fissate a solidi paletti d’acciaio ancorati alla montagna.


Sotto di noi si apre il bacino marmifero dei Campanili, in località Colonnata.

Arriviamo quindi alle cave dei Vallini, che occupano gran parte del versante ovest del monte. Qui facciamo una breve pausa: sono le 10:00.

Da questo punto il sentiero 172 attraversa la cava salendo tramite alcune scalette create dai cavatori in sostituzione del vecchio tracciato CAI, distrutto nel tempo. Noi però non percorriamo quel tratto: lasciamo il 172 e percorriamo il vecchio sentiero 172 lasciando la via che porta alla cava, è visibile amcora il segno bianco rosso del CAI dipinto su la roccia.

Mantenendoci sempre sulla costa del monte, proseguiamo lungo il sentiero dei cavatori chiamato “del Poggio Rosso”, un tempo anch’esso indicato come ex 172.


Il percorso non è semplicissimo e richiede attenzione, soprattutto nel tratto esposto che precede lo spigolo del monte, dove si cambia versante. Per maggiore sicurezza è stata installata anche una corda, che però non trasmette una sensazione particolarmente rassicurante.

Poco dopo il sentiero raggiunge una vecchia cava in disuso. La particolarità di questo luogo è la presenza di una galleria che collega la cava a Foce di Pianza. Sono circa le 10:30.


Dalla cava si continua a salire ancora per un breve tratto e, dopo circa quindici minuti, raggiungiamo Foce del Giacchetto, a quota 1300 metri.

Da qui iniziamo la salita verso il Monte Maggiore. Il dislivello finale non è elevato, ma davanti a noi si presentano due piccole elevazioni da superare prima della vetta principale. La prima è caratterizzata da detriti e richiede l’uso delle mani. Superata questa, affrontiamo l’antecima e infine la cima del Maggiore: qui la roccia è ottima, compatta e molto solida, anche se l’utilizzo delle mani rimane comunque necessario.


Alle 11:45 raggiungiamo la vetta. Il vento, in modo davvero spettacolare, ha spinto le nuvole sotto di noi, regalandoci un panorama inaspettato e suggestivo.

La discesa risulta un po’ più delicata e richiede attenzione, ma senza particolari difficoltà: la roccia è stabile e permette una buona progressione. Alle 12:30 siamo di nuovo alla Sella del Giacchetto, dove ci fermiamo per la pausa pranzo.
Dopo circa mezz’ora ripartiamo aggirando la base del Monte Faggiola fino a incrociare nuovamente il sentiero 172, che sale da Foce di Pianza. Qui il percorso riprende quota: dai 1300 metri della sella arriviamo fino ai 1452 metri di Foce Faggiola.


Proseguendo lungo il 172 per il ritorno, alle 14:40 raggiungiamo Foce Faggiola. Da questo punto si vede chiaramente la partenza dell’itinerario per il Monte Spallone, passando dal Poggio della Signora. Noi continuiamo invece oltre, fino ad arrivare a un punto dove il sentiero scende ripidamente. Sulla sinistra si apre la Sella della Verzolina. Questo è il punto utilizzato dagli escursionisti che vogliono raggiungere lo Spallone partendo da Foce di Luccica, evitando così la cresta della Verzolina, che in alcuni tratti risulta molto esposta.
Da qui si osserva bene anche la cresta dello Spallone.

Successivamente il sentiero torna alle cave dei Vallini. Scendiamo per un tratto lungo il ravaneto e poi percorriamo le scalette create dai cavatori, chiudendo così l’anello dell’escursione. Alle 16:00 siamo di nuovo al Vergheto.

L’escursione si è rivelata davvero interessante: la salita alle tre cime, affrontata anche con l’uso delle mani, ci ha regalato belle sensazioni e grande soddisfazione. A fine giornata torniamo entrambi molto contenti dell’esperienza vissuta.
Dati:
Lunghezza percorso: Km 9.50 (Clicca per vedere l'immagine )
Dislivello : m 1055 circa (Clicca per vedere l'immagine )![]()
Tempo totale cammino: ore 6:45 circa
Traccia gpx (Clicca per scaricare la traccia )
Distanze:
Vergheto - Foce di Luccica 0:30 h
Foce di Luccica - Cava dei Vallini 1:00 h
Cava dei Vallini - Foce del Giacchetto 1:00 h
Foce del Giacchetto - Cima monte Maggiore 45 m
Cima monte Maggiore - Innesto sentiero 172 45 m
Innesto sentiero 172 - Foce Faggiola 1:15 h
Foce Faggiola - Vergheto 1:20 h


