Questa volta devo ammettere che PePresidente ha scovato una escursione che ci ha entusiasmato. Siamo in Emilia Romagna, per arrivare al punto di partenza abbiamo percorso molti Km, siamo partiti da Massa con la mitica Opel Zaffira 1600 e abbiamo preso l’autostrada E33, passiamo Aulla, Villafranca, Pontremoli per poi uscire a Stazione di Valmozzola. Da qui prendiamo la SP42 per località Maestri dove, poco dopo, c’è il punto di partenza a piano dell’Aratro, m. 890.


L’inizio del sentiero è vicino a dove abbiamo parcheggiato , Pesegretario non è ancora convinto di questa escursione solo per il fatto che è stata indetta dal PePresidente e quindi cerca di memorizzare i cartelli per tornare a casa.


Poco dopo la partenza incontriamo subito aspetti geomorfologici del terreno che non avevamo mai visto cioè i Calanchi, solchi ottenuti dall’erosione dell’acqua che generano delle creste. Piacevole camminarci sopra.




Passato i calanchi il percorso inizia a salire per arrivare sul monte Barigazzo a m. 1284, dopo circa due ore di cammino siamo in vetta, li troviamo una bella sorpresa, tavoli e panche per poter fare la nostra colazione.


Stamani PeSegretario è un poco scorbutico , gli piace mangiare nel largo.


Si scende per circa 300 metri e arriviamo alla Chiesa di Barigazzo.


Dalla Chiesa di Barigazzo si continua per il sentiero 809, passiamo attraverso delle bellissime vallate e poi entriamo internamente nel bosco fino a raggiungere il bivio che divide il sentiero in 809a per la cresta sud e 809a per la cresta nord .


Continuiamo per il sentiero 809a quindi percorriamo la cresta sud, più facile e anche più corta della nord. In effetti è stata percorsa velocemente. In lontananza si poteva vedere la Chiesa di Barigazzo immersa nel verde. Mentre percorriamo la cresta sud possiamo ammirare il perfetto parallelismo con la cresta nord nato probabilmente dall’azione erosiva del corso di un fiume primordiale.




Terminata la cresta continuiamo dentro il bosco fino ad incrociare il sentiero per la cresta nord , noi però continuiamo rimanendo sul sentiero 809a per fare un piccolo anello che costeggia il lago Giorgio e dei ruderi della città Umbra.


In effetti della città Umbra non si è visto niente e il lago Giorgio era un piccolo stagno, questa deviazione stava costando una penale per il PePresidente ma non inflitta perché il gruppo è stato distratto dall’incontro con delle indigene.


Peccato che poi sono arrivati anche gli indigeni …azz quanti erano.
Penale per il povero PePresidente.
Ritornati all’incrocio seguiamo il sentiero per la cresta nord, poco dopo siamo già sulla cresta, impressionante , per un momento ci lascia interdetti.

PePresidente è il primo tutti gli altri a seguire in fila indiana, il percorso è emozionante.








L’ultimo tratto un poco adrenalinico la roccia in quel punto era molto friabile e poteva essere pericoloso.




Alla fine della cresta eravamo tutti rilassati e soddisfatti.

Ritorniamo presso la Chiesa dove decidiamo di pranzare , la zona però era invasa da mosche e zanzare ma per noi non è stato un problema abbiamo PeVino che è una attrazione naturale per questi insetti infatti mentre noi mangiavamo tranquillamente lui si difendeva come poteva.

Terminata la pausa con un buon caffè, seguiamo il sentiero 809b e arriviamo al paesino di Pianelletto ci rinfreschiamo e continuiamo per il sentiero fino all’incrocio con ilsentiero 811c che ci riporterà alla macchina.
Per la strada del ritorno una fermata per una birra analcolica ci voleva.


Imp: Tengo a precisare che i tempi, le distanze e le difficoltà esposte sono derivate da valutazioni puramente personali e non devono essere prese ne considerate come valide indicazioni.
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