Questa volta il PePresidente ha deciso: “Si va sull’Appennino Parmense!”.
A dire il vero, all’inizio pensavamo che ci sarebbe andato da solo e che nessuno avrebbe raccolto l’invito… invece, con le sue grandi capacità persuasive, è riuscito a convincere altri tre soci ad accompagnarlo in questa avventura.
L’escursione promessa era davvero interessante: il classico anello di Lagdei, con salita sulle principali vette della zona, il Monte Orsaro, il Braiola e il Marmagna. Un itinerario lungo ma spettacolare, immerso nella natura più autentica dell’Appennino.
La partenza è fissata alle 7:20 dal cimitero di Turigliano. Naturalmente PeSambuca ci stava già aspettando lì… diciamo che in quel posto sembra sentirsi particolarmente a suo agio!
Dopo circa un’ora di viaggio arriviamo al Passo del Cirone, storico valico di confine tra Toscana ed Emilia-Romagna. Ci fermiamo qualche minuto perché il luogo merita davvero, non solo per il panorama ma anche per la sua importanza storica. Da qui infatti passava l’antica Via Longobarda, realizzata dai Longobardi dopo la loro migrazione del 568 dai territori nordici. Questa via collegava i territori della pianura padana, tra cui la zona parmense, con la Toscana nord-occidentale, la Lunigiana e la Garfagnana, per poi innestarsi sulle varie Vie Francigene dirette verso Roma.
Alle 8:50 raggiungiamo il Rifugio Lagdei, a quota 1250 metri. La struttura è molto bella e accogliente e noi, da bravi escursionisti esperti, iniziamo subito con una colazione seria: cappuccino e fetta di torta. Del resto, affrontare le montagne a stomaco vuoto sarebbe poco professionale!
Alle 9:10 iniziamo finalmente a camminare seguendo il sentiero 727. Il percorso attraversa magnifiche abetaie e il sentiero è talmente piacevole che si procede senza fatica, immersi nel silenzio del bosco e nel profumo degli alberi secolari.
Alle 9:40 arriviamo al bivio di Ponte Rotto, dove il sentiero si divide con il 723 che porta al Lago Santo Parmense. Noi invece proseguiamo sul 725A, direzione Foce del Monte Fosco.
Man mano che saliamo, il paesaggio cambia: gli abeti lasciano spazio ai faggi e il colpo d’occhio diventa sempre più suggestivo. I colori del bosco e la luce che filtra tra gli alberi rendono il cammino davvero spettacolare.
Alle 10:30 raggiungiamo la Foce del Monte Fosco, a quota 1614 metri. Da qui svoltiamo a sinistra e continuiamo a salire. Poco alla volta il bosco termina e si aprono immense distese di mirtilli che accompagnano il nostro cammino verso le creste.
Usciti definitivamente dal bosco, compare davanti a noi il Monte Orsaro, imponente e maestoso. Dopo l’ultima salita, verso le 11:30 raggiungiamo finalmente la vetta.
Dalla cima il panorama è magnifico: in primo piano si distingue chiaramente il tracciato della Cisa e tutto intorno si apre una vista vastissima sull’Appennino. Ci concediamo una breve pausa per ammirare il paesaggio e fare qualche foto.
Ripartiamo poi in direzione della Bocchetta dell’Orsaro, a quota 1724 metri, da dove iniziamo la salita verso il Monte Braiola, quota 1818. Il percorso è molto piacevole e poco impegnativo; camminando ci fermiamo spesso a osservare i due versanti della montagna, cercando di riconoscere paesi e vallate lontane.
Dalla bocchetta bastano circa venti minuti per raggiungere la cima del Braiola.
Da qui la vista sull’Orsaro è davvero impressionante: la montagna appare in tutta la sua imponenza e bellezza.
Scendiamo poi a Sella Braiola, quota 1705 metri. Da qui parte il sentiero 717 che conduce a Capanna Schiaffino e successivamente torna verso Ponte Rotto, dove eravamo transitati la mattina.
Noi però continuiamo verso il Monte Marmagna, che raggiungiamo dopo circa mezz’ora di cammino. La vetta, a quota 1849 metri, è facilmente riconoscibile grazie alla grande croce d’acciaio posta sulla sommità.
Sul Marmagna troviamo parecchia gente. Facciamo conoscenza con un gruppetto di escursionisti, scambiamo qualche parola e naturalmente ne approfittiamo per farci immortalare accanto alla grande croce di vetta.
Riprendiamo poi il cammino scendendo verso Sella Marmagna, quota 1687 metri. Davanti a noi si erge il Monte Aquilotto, ultima salita della giornata.
Sono ormai le 13:40 e la fame inizia a farsi sentire. Nonostante ciò decidiamo eroicamente di rimandare il pranzo e proseguire fino al Passo dell’Aquila. Già che ci siamo, conquistiamo anche il Monte Aquilotto.
In appena quindici minuti raggiungiamo la cima e poi il passo, dove finalmente ci fermiamo per la meritata pausa pranzo.
Da questo punto il panorama è semplicemente splendido: possiamo ammirare contemporaneamente il Lago Santo Parmense e il Lago Pradaccio, incastonati tra le montagne. Inoltre, in lontananza si distinguono chiaramente anche le Alpi Apuane.
Pranziamo con calma godendoci il panorama e il silenzio della montagna. Una pausa di circa un’ora che ci permette di recuperare energie e apprezzare ancora di più la bellezza del luogo.
Nel pomeriggio iniziamo la discesa seguendo il sentiero 719A e, dopo circa un’ora, arriviamo al Rifugio Mariotti.
Una breve pausa e ci incamminiamo verso Lagdei, seguiamo prima il sentiero 723 che ci porta a Ponte Rotto e dopo il 727 per Lagdei. Alle 16:30 siamo al rifugio.
Una veloce merenda e torniamo a casa.
È stata davvero una splendida escursione. Le tre ore di macchina tra andata e ritorno sono state ampiamente ripagate dalla bellezza dei luoghi, dalla compagnia e dalla soddisfazione di una giornata vissuta in montagna.
Un vero peccato per chi non ha potuto partecipare: è stata davvero una giornata bellissima, di quelle che rimangono nella memoria.
Dati
Data 24 Maggio 2025
Lunghezza percorso: Km 11,75 Km 
Tempo totale cammino: ore 6:10 circa
Traccia gpx
Distanze:
Rifugio Lagdei - Sella monte Fosco 1:15 h
Sella monte Fosco - Cima Monte Orsaro 1:00 h
Cima Monte Orsaro - Cima monte Braiola 40 m
Cima monte Braiola - Cima monte Marmagna 30 m
Cima monte Marmagna - Cima monte Aquilotto 35 m
Cima monte Aquilotto - Passo dell'Aquila 25 m
Passo dell'Aquila - Lago Santo Parmense 1 h
Lago Santo Parmense - Rifugio Lagdei 45 m
































