Prima di inoltrarmi nella descrizione della gita mi è obbligo segnalare la prestazione del nostro PePasticca che con enorme sacrificio, abnegazione e devozione allo scopo con sofferenza ha portato a compimento l'escursione.
Il nostro PePasticca si presenta alla partenza consapevole del notevole dislivello e della lunghezza del percorso… pur non essendo minimamente allenato. Il suo equipaggiamento alimentare consisteva in una sola merendina, nessun sale minerale e una misteriosa scatoletta per cani come pranzo. Nonostante ciò, all’inizio affronta il sentiero baldanzoso e pieno di sicurezza, avanzando con fare deciso e quasi spavaldo.
Ma la montagna, si sa, presenta sempre il conto.
Ai tre quarti della salita inizia il suo personale calvario. Il passo rallenta drammaticamente, il respiro si fa pesante e PePasticca comincia a trascinarsi lungo il sentiero come un reduce di guerra. Nel disperato tentativo di recuperare energie prova persino a nutrirsi con mirtilli, tuberi, radici e qualsiasi forma di vita vegetale incontrata lungo il percorso. Arriverà in vetta ansimando, dormendo e probabilmente sognando un piatto di lasagne. L’eroe della giornata, senza alcun dubbio.
Sotto, un’immagine al termine della discesa che vale più di mille parole.
Partiamo dalla Chiesa di Santa Maria Annunziata di Vico, nel comune di Bagnone. Sono le 7:20 del mattino. Riempite le borracce alla fontanella, imbocchiamo il sentiero 122.
Il primo tratto si sviluppa su una strada sterrata lunga circa un chilometro e mezzo, poi il sentiero entra nel bosco costeggiando il torrente Redivalle. In località Ponte di Valle facciamo una breve deviazione per osservare una suggestiva pozza formata dalla cascata di Redivalle, nascosta tra la vegetazione e resa ancora più affascinante dall’acqua fresca e cristallina.
Dopo circa un’ora deviamo nuovamente per raggiungere la cascata del Pisciaron del Pungitopo. Appena arrivati comprendiamo immediatamente l’origine del nome.
Il percorso è magnifico, completamente immerso nel bosco. Si cammina all’ombra tra ruscelli, ponticelli e grandi faggi, mentre il gruppo discute animatamente di come PeSambuca occupi il suo tempo libero e della presunta attività di distillazione clandestina che avrebbe messo in piedi nei sotterranei di casa.
Proseguendo verso il Bivacco Fagianelli, il sentiero continua a seguire il canale e in alcuni punti lo attraversa più volte, rendendo il percorso ancora più piacevole e vario.
Alle 10:00 arriviamo finalmente al Bivacco Attilio, in località Fagianelli, a quota 900 metri. Il bivacco, uno dei quattro ristrutturati nel 2020, si presenta davvero accogliente: molto bello esternamente, spazioso all’interno e dotato di tutto il necessario per riposarsi e consumare un pasto.
Facciamo una pausa di circa venti minuti. Mangiamo qualcosa e iniziamo ad assumere sali minerali per prepararci alla lunga salita successiva. PePasticca invece consuma l’unica merendina che si è portato dietro: circa dodici grammi complessivi di zuccheri e carboidrati. Una scelta alimentare molto discutibile..
Vicino al bivacco parte la breve deviazione che conduce alla Cascata Fagianelli. Bastano pochi minuti di cammino per raggiungerla. La cascata, alta circa trenta metri, è davvero spettacolare e immersa in un ambiente selvaggio e fresco.
Possiamo vedere un breve filmato che PeSambuca ha girato. ![]()
Alle 10:40 riprendiamo il cammino. La salita continua e verso mezzogiorno raggiungiamo il bivio con il sentiero 122/A a quota 1292 metri. È qui che PePasticca inizia a mostrare i primi segni evidenti di cedimento: si appoggia continuamente al bastone, si ferma spesso a fissare il vuoto e assume l’espressione di chi sta rivalutando tutte le proprie scelte di vita. Nessuno però immagina ancora quello che accadrà più avanti.
Usciti dal bosco il panorama si apre magnificamente sulle Apuane. Alle 13:00 raggiungiamo il Monte Dongo, quota 1506 metri, e davanti a noi compare finalmente il Monte Aquila.
Dal Monte Dongo il sentiero aggira il versante sinistro del Monte Aquila per raggiungere il Passo dell’Aquila. Ed è proprio qui che il nostro PePasticca crolla definitivamente. Nemmeno i sali minerali del Presidente e i biscotti al cioccolato di PeSambuca riescono a salvarlo. Procede per dieci metri e poi si addormenta per un quarto d’ora. Un fenomeno fisiologico probabilmente mai studiato prima.
Alle 14:30 arriviamo al Passo dell’Aquila, quota 1779 metri. È tardi e manca ancora l’ultimo sforzo: gli ottanta metri finali per raggiungere la vetta. PePasticca, ormai completamente svuotato di energie, dichiara apertamente di voler morire. E, considerando le condizioni in cui versa, probabilmente ne avrebbe anche tutte le ragioni.. Inizia a piangere.
Cerchiamo di incoraggiarlo in ogni modo: gli diciamo di stringere i denti, gli promettiamo persino un giocattolo nuovo una volta arrivati in cima… ma niente. Irremovibile. Alla fine prendiamo una decisione estrema: mentre dormiva, lo abbiamo trascinato.
La discesa verso il Passo delle Guadine è piacevole e relativamente rilassante. In circa quindici minuti raggiungiamo il valico, poi imbocchiamo il sentiero 120 che scende deciso verso valle. Superato il primo tratto sul paleo, un po’ scomodo e scivoloso, rientriamo nel bosco.
PePasticca ormai è in uno stato di dormiveglia permanente. Ha le gambe rigide come tronchi e cammina come un burattino manovrato male, ma continua comunque a scendere, imprecando contro il mondo intero.
Alle 17:00 arriviamo al Pianello di Giovanni, quota 1358 metri. La discesa è ancora lunga ma ormai il peggio è passato. Poco dopo raggiungiamo il Bivacco Oriente, in località Matale, dove ci concediamo una breve pausa. Naturalmente PePasticca ne approfitta immediatamente per dormire.
Riprendiamo il cammino e poco più sotto incontriamo la Fonte Matale, dove possiamo finalmente rifocillarci con acqua fresca. A questo punto PePasticca, probabilmente sopraffatto dalla stanchezza, inizia persino a cantare per la disperazione.
Alle 20:18 rientriamo finalmente a Vico. L’escursione è terminata. PePasticca procede ormai a quattro zampe, ma incredibilmente è ancora vivo.
È stata un’escursione splendida, tra boschi incantevoli, cascate spettacolari e panorami magnifici. E anche a PePasticca, probabilmente, la gita è piaciuta… almeno per quel poco che è riuscito a vedere, considerato che è stato capace di addormentarsi persino mentre camminava.
Dati:
Tempo totale cammino: ore 11:20 circa
Traccia gpx
Distanze:
Vico - Bivacco Fagianelli 2:50 h
Bivacco Fagianelli - Monte Dongo 2:20 h
Monte Dongo - Monte Aquila 1:00 h
Monte Aquila - Bivacco Matale 2:00 h
Bivacco Matale - Passo Arola 2:00 h
Passo Arola - Vico 1:10 h






























