Va bene che ci chiamiamo Apuaneapè e le nostre escursioni sono prevalentemente sulle Apuane ma non ci dispiacciono escursioni con destinazione diverse soprattutto se hanno una valenza storica ed artistica, così la pensava il PePresidente prima di proporre la gita all’acquedotto Nottolini ed essere bersaglio di sputi e imprecazioni da parte dei soci.
Ma si è imposto, lo hanno seguito solo in tre tra cui PeSambuca che per tutta la settimana lo ha scassato chiedendogli quanta acqua portare e se si trovava delle fonti per dissetarsi, neanche fossimo nel deserto. Comunque a rigor di cronaca lungo il tragitto abbiamo contato circa una quarantina di fontanelle e per punizione abbiamo costretto PeSambuca a bere ad ognuna. Da fonti sicure pare che abbia pisciato per tutta la notte .
Partiamo da Massa ed arriviamo alla stazione San Giuliano Terme, all’uscita dalla macchina PePresidente è frastornato , a mala pena riesce a camminare , sfido chiunque a resistere dentro una macchina con i finestrini chiusi per un ora in presenza dei tre tenori, comunque dopo qualche minuto all’aria aperta si è ripreso.
Arriviamo alla stazione di Lucca, usciamo dal lato ovest e percorriamo la strada per un centinaio di metri verso sud fino a trovare sulla nostra destra la strada sterrata che porta al termine dell’acquedotto, il tempietto-cisterna di San Concordio, costruito nel 1823 in elegante stile neoclassico che collegato al tempietto-cisterna di Guamo da un condotto che passa sopra a oltre 400 archi per una lunghezza di circa 3250 m, raccoglieva l’acqua dalle fonti a monte .
L’acquedotto fu realizzato per rifornire la città di Lucca di acqua prelevandola dal versante settentrionale del monte Pisano. L’opera fu realizzata in circa trenta anni . La sua costruzione ebbe inizio nel 1823 su progetto del regio architetto Lorenzo Nottolini.
Il percorso è piacevole e si sviluppa in mezzo alla campagna lucchese toccando piccoli paesini .
L’acquedotto costruito con mattoni e pietra sembra un’opera maniacale da quanto è accurato nei suoi particolari .
Arriviamo alla cisterna di Guamo da dove inizia il monte, facciamo una breve pausa ammirando la complessità della struttura.
Continuiamo il percorso e scopriamo che la bellezza dell’opera non è solo la struttura ad archi ma tutto un sistema di raccolta dell’acqua con piccole costruzioni a funzione di prese dell’acqua tutto in mezzo ad un area molto curata.
Adesso iniziamo l’ascesa vera e propria, il sentiero prosegue all’interno del bosco.
La stanchezza si fa sentire e anche la fame, i tre tenori , forti nella loro complicità decidono di fermarsi e costringono , con il ricatto che lo avrebbero abbandonato, il povero PePresidente a servirli . Qui vediamo i tre tenori in siesta mentre PePresidente è costretto a preparare il caffè. Vero atto di insubordinazione.
Passati nel versante opposto e liberi dagli alberi si vedono dei bellissimi panorami come la vallata del monte Serra.
La discesa dal versante di Pisa e dentro il bosco, anche qui si incontrano delle prese dell’acqua che alimentavano, questa volta, l’acquedotto Mediceo nel Pisano.
Nella discesa passiamo nell’ antico insediamento di Mirteto dova possiamo ammirare ancora i resti di una antichissima abbazia .
Arriviamo a valle in località Asciano dove incontriamo l’inizio dell’acquedotto Mediceo ma non proseguiamo, seguiamo la strada per la stazione di San Giuliano che si trova a pochi chilometri. Arriviamo stanchi , il percorso fatto e di circa 20 Km e il dislivello eseguito di circa 600 m, ma sicuramente soddisfatti.
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